Ricomincio da me

 

Non si può guarire nessuno, si può soltanto insegnare a guarirsi da soli.

Alejandro Jodorowsky

 

 

tramonto

 

Il perdono è il balsamo che risana tutte le ferite, anche quelle fisiche e materiali, quindi come 1 + 1 fa 2, così ogni atto di perdono è un grandissimo atto egoistico che porta a noi stessi i maggiori vantaggi! Pertanto dovrebbe essere visto come una necessità, più che come un’opportunità, dovrebbe diventare il nostro atteggiamento mentale più automatico, solo così potremo raccoglierne incessantemente i frutti.

Attenzione però, come non ci stancheremo mai di ripetere che siamo responsabili al 100% di ciò che ci accade (e anche qui si potrebbe dirla lunga sul perdono), allo stesso tempo non siamo colpevoli di ciò che ci accade, così è importante sì fare del perdono il nostro abito mentale quotidiano, ma perdonare non significa dimenticare.

Dimenticare non sarebbe umano e noi siamo prima di tutto degli esseri umani. Perdonare significa spogliarsi del risentimento (sentimento che prima di tutti danneggia noi stessi), non cancellare il passato. Possiamo dire che attraverso il perdono possiamo cancellare gli effetti del passato sul presente, ma non è necessario né utile fare un reset al nostro cervello.

Semplicemente perché anche perdonare è un atteggiamento utilitaristico alla fine dei conti, che deve diventare il nostro modo di essere, non una forzatura occasionale. Imparare ad Amare gli altri permettendo loro di essere ciò che sono è l’unica via per Amare veramente. Gesù, a proposito dell’utilità egoistica del perdono, ci disse molto chiaramente che non perdonando sabotiamo le nostre preghiere.

Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro, che è nei cieli vi perdoni le vostre colpe” Marco 11: 25

E ricordiamo che il Padre Nostro che è nei cieli, non è altro che il nostro Io Superiore che perdona noi stessi… E’ tutta una ruota che ci fa capire che perdonare conviene! Perché come già detto, perdonare non significa cancellare un’azione, ma piuttosto riconoscere una mancanza e non ha senso capire se sono io che devo perdonare te o chiederti perdono…

Ancora una volta “la verità è da qualche parte qui vicino” e dipende dal punto di vista da cui la si osserva.

Se poi vogliamo addentrarci più nello spirituale, siamo tutti UNO e perciò la tua sofferenza è la mia sofferenza, se tu mi hai fatto del male, è esclusivamente perché io te l’ho permesso (io sono responsabile al 100%), quindi se tu hai una “colpa” la stessa “colpa” ce l’ho io ed ecco quindi che qualunque emozione di astio o di risentimento perde completamente alcun senso di essere.

E’ controproducente innanzitutto per chi la prova ed è evidentemente inutile e senza senso a qualunque ragionamento logico prima ancora che emozionale.

Tratto da: “Ricomincio da me” di Josaya

 

Ricomincio da Me - Libro

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