Intervista a Bruce Lipton: l’evoluzione spontanea

Che cos’è l’evoluzione spontanea? È forse qualcosa di simile ad una remissione spontanea?

La civiltà è sulla soglia di un profondo salto evolutivo. Le attuali credenze considerano l’evoluzione un processo lungo e graduale. Tuttavia, le nuove intuizioni scientifiche rivelano che essa avviene attraverso quelli che corrispondono a salti quantici. Proprio come la salute sembra “miracolosamente” ristabilirsi con la remissione spontanea di un individuo, attraverso il cambiamento delle nostre credenze collettive la società umana può conseguire un’analoga guarigione. Visivamente, questo cambiamento emergente può essere illustrato dalla mutazione dei modelli secondo cui i  pesci si aggregano in banchi quando la popolazione raggiunge una certa soglia di densità.

Il sottotitolo del vostro libro Evoluzione Spontanea menziona  il “nostro positivo futuro”, dove sono le prove?

La ripetitività dei modelli naturali ed evolutivi indicano che la crisi innesca l’evoluzione, che il cambiamento è imminente, e che l’imminente cambiamento evolutivo darà luogo a un ampliamento di consapevolezza e interconnessione. A differenza di quanto accaduto nei precedenti stadi evolutivi, noi esseri umani saremo partecipanti attivi.

Quali sono le “eterne domande”, ovvero gli interrogativi fondamentali che hanno plasmato la storia umana?


Sin dagli albori della civiltà umana, la mente umana ha cercato le risposte alle tre domande: Come siamo arrivati qui? Perché siamo qui? Adesso che siamo qui, come possiamo trarne il massimo beneficio? Qualunque organizzazione o entità fornisca le “migliori” risposte a questi interrogativi fondamentali della vita, plasma le verità e il carattere di quella civiltà. Proprio come le risposte a queste domande, anche le civiltà col passare del tempo cambiano. Nonostante il pubblico ne sia ampiamente all’oscuro, la scienza ha fornito nuove e più sostenibili intuizioni che contraddicono le risposte correnti a tali domande. L’attuale stato di crisi globale indica che stiamo operando in base a presupposizioni difettose fondate su risposte obsolete alle eterne domande.

Voi sostenete che la civiltà è in declino, e che questa è una buona  notizia. Come e perché è una buona notizia?


Einstein ha detto che un problema non può essere risolto allo stesso livello su cui è stato creato. L’attuale confluenza di crisi indica che un cambiamento fondamentale è a portata di mano. Il declino di ciò che non funziona è analogo al bruco che si dissolve mentre si forma la farfalla. Alla luce di tutto ciò, possiamo incominciare a riconoscere la nascita della nuova civiltà-farfalla mentre la civiltà-bruco crolla.

Quali sono i pilastri del pensiero occidentale che stanno crollando, quelli che voi chiamate le Quattro Percezioni-Mito dell’Apocalisse, e perché stanno crollando?


La nostra cultura e la nostra vita si basano sulle verità che percepiamo sul nostro mondo. Le quattro credenze fondamentali sul nostro mondo che fino ad oggi hanno costituito il fondamento del paradigma scientifico sono state profondamente revisionate dalle ultime scoperte scientifiche. I pilastri che stanno crollando includono: La fisica newtonianaIl controllo genetico della vita La sopravvivenza del più adattoLa nozione di evoluzione casuale.
Dal momento che queste nuove e radicali conclusioni non sono arrivate alla massa della gente, le istituzioni della società continuano ad orientarsi per mezzo di queste “stelle esaurite”, conducendo così il mondo in una direzione sbagliata.

Con tutta la conoscenza e le informazioni oggi in nostro possesso, com’è possibile che tanto di ciò che sappiamo sia sbagliato?

Anche se abbiamo accesso a più contenuti di quanto sia mai accaduto prima, per poter fare saggio uso delle informazioni tali contenuti devono essere visti nel contesto appropriato. Sfortunatamente, l’attuale contesto entro cui si dispone delle informazioni è basato su credenze di cui è stata scientificamente dimostrata la falsità. Abbiamo accettato come “verità” programmi che ci privano del nostro potere, e con una conoscenza nuova e più esatta viene la possibilità di recuperarlo.

Se le Quattro Percezioni-Mito sono state dimostrate false, che cos’è che malgrado tutto le mantiene al loro posto?

Proprio come c’è voluto più di un secolo perché il mondo accettasse la dimostrazione di Copernico che la Terra gira intorno al sole, le credenze che mandano in frantumi la visione del mondo incontrano resistenza perché la maggior parte delle persone non vuole che la propria visione del mondo venga infranta. Le istituzioni fondate su questi principi ormai confutati hanno un interesse in gioco, ovvero la propria sopravvivenza, nel mantenere le vecchie credenze al loro posto. Tali organizzazioni (religione, sanità, istituzioni bancarie, ecc.) non sono guidate dalla consapevolezza ma dal profitto. Così, in breve, che cos’è che le tiene al proprio posto? Il denaro, o più precisamente l’indiscussa credenza che il denaro abbia il diritto di comandare.

Perché tante delle nostre istituzioni, dal sistema sanitario a quello bancario, sembrano fallire tutte nello stesso tempo?

Queste istituzioni sono state fondate per sostenere, accrescere e integrare la struttura della civiltà basata sulle credenze predominanti di quel periodo. Sebbene una volta tali credenze affrontassero adeguatamente le eterne domande, oggi le loro risposte non sono più esatte. Come ci dice la scienza, la vita opera come un insieme correlato, non soltanto come parti separate tra loro. Di conseguenza, il fallimento delle nostre istituzioni nell’integrare nuove comprensioni si estende a tutto il sistema, e pertanto tutti i sistemi sembrano fallire simultaneamente. Come stiamo osservando specialmente nelle istituzioni sopra citate, il tentativo di rattoppare il vecchio sistema non può funzionare. Dato che è avvenuto un cambiamento nelle credenze al cuore della società, è necessario un cambiamento fondamentale di tutto il sistema.

Voi concludete che siamo sull’orlo di una metamorfosi planetaria. Come descrivereste questa metamorfosi?

Molto semplicemente, è la storia del bruco e della farfalla. Che le vecchie forme cadano a pezzi tutt’intorno a noi è parte salutare e necessaria del processo trasformativo. Allo stesso tempo c’è una farfalla che nasce, una sorprendente “macchina volante” che permetterà all’umanità di librarsi veramente al di sopra di qualsiasi cosa fosse riuscita a realizzare quand’era un bruco strisciante. È interessante notare che il bruco e la farfalla hanno esattamente lo stesso DNA. Sono lo stesso organismo! L’unica cosa diversa è il segnale che ciascuno dei due riceve. Le nuove credenze che adottiamo sulla base di informazioni più precise forniscono i nuovi “segnali” che daranno avvio alla nostra evoluzione spontanea.

Voi affermate che le nostre cellule sarebbero più intelligenti di noi. Come e perché?

La civiltà umana (“soltanto” sette miliardi di esseri umani) sta attualmente lottando per sopravvivere. Contemporaneamente, i cinquanta trilioni di cittadini cellulari sotto alla nostra pelle vivono in armonia e gioia. In un certo senso, le nostre cellule ci hanno creati! La tecnologia cellulare è ben più sofisticata di qualunque cosa gli esseri umani siano mai riusciti a concepire. L’emergente scienza della biomimica estrapola ciò di cui la natura si è servita per adattarsi e sopravvivere, ed applica quell’abilità al nostro mondo umano.

Che cosa ci possono insegnare le nostre cellule per risolvere l’ attuale crisi economica, politica, governativa, del sistema sanitario universale, del nostro attuale budget militare, e dell’equilibrio tra crescita e protezione?

Per quanto riguarda l’economia, la nostra comunità cellulare gode di assoluta assenza di disoccupazione e copertura sanitaria per tutti; davvero, non c’è una sola cellula che sia “trascurata”. Non c’è alcun dubbio che la salute comune sia ricchezza, dunque tutte le cellule ricevono appropriato nutrimento e protezione neurologica dalle malattie invasive. Il pagamento ha luogo sotto forma di ATP, la valuta energetica del corpo. Ogni cellula riceve ciò di cui ha bisogno per prosperare, e quelle che svolgono i compiti più importanti sono “pagate” di più. Ad alcune viene addirittura assegnato uno “staff” di cellule di sostegno. La “ricchezza” in eccesso è immagazzinata in “banche” comunitarie (ovvero cellule lipidiche) e viene distribuita in base alle necessità dell’intero sistema. Non c’è alcuna forma di “indebitamento”. Il corpo utilizza solo l’energia disponibile. Non esiste “inflazione”. Il valore dell’ATP è rimasto stabile per sette miliardi di anni! Riguardo al governo, il sistema cellulare incarna il motto ufficiale degli Stati Uniti, e pluribus unum, dai molti l’uno. Ogni cellula è “libera” di prosperare, a patto che contribuisca al benessere dell’intero sistema.

La politica che divide e dualistica, nel corpo è sconosciuta. Polarità diverse (come proteine e lipidi) cooperano per creare un tutto integrato. A differenza dei mass media umani, il nostro corpo si basa su informazioni esatte, imparziali e non distorte, per cui i nostri sistemi di protezione possono distinguere tra minacce reali e immaginarie. Il “dialogo” tra le singole cellule e la voce centrale del corpo è ininterrotto, e il “governo” ascolta e si sforza di fare ciò che è meglio per l’intero sistema. In una cellula (o comunque in un corpo umano) i meccanismi di crescita e protezione si escludono a vicenda. La crescita è rappresentata dal movimento “a braccia aperte” verso uno stimolo, allo scopo di assimilare e crescere. Al contrario, la protezione è allontanarsi da uno stimolo e richiudersi. Sebbene la protezione sia a volte necessaria per difendere la propria vita, i comportamenti protettivi adoperano l’energia del sistema ma non forniscono al sistema stesso l’energia necessaria a sopravvivere. Di conseguenza, un organismo che trascorra un’eccessiva quantità di tempo nell’atteggiamento di protezione, per definizione indebolisce la sua salute. C’è una verità biologica dietro all’espressione “essere spaventati a morte”. Nonostante la protezione sia necessaria, un corpo “eccessivamente militarizzato” esprime una patologia chiamata “disfunzione autoimmune”.

In cosa è consistito il Progetto Genoma Umano, e perché i suoi risultati sono stati così poco lusinghieri?

In base alla nozione che i geni controllano la propria espressione, i genetisti hanno stimato che per controllare un organismo complesso come un essere umano sarebbero necessari 150.000 geni. Le implicazioni per la scienza medica (e l’industria farmaceutica) sono state che i geni individuali hanno potuto essere brevettati e usati per scopi medici attraverso l’ingegneria genetica. Tuttavia il Progetto Genoma Umano ha rivelato che gli esseri umani hanno soltanto 22.000 geni, lo stesso numero di alcuni degli animali più piccoli del pianeta. I 125.000 geni “mancanti” segnalano un errore di percezione fondamentale sul funzionamento degli esseri umani. Al contrario dell’inesatta idea del “primato dei geni”, la nuova scienza dell’“epigenetica” spiega come la mente abbia il dominio sul codice genetico. Questo ovviamente cambia il modello che spiega il funzionamento della vita!

Che cosa ci dice la nuova scienza dell’epigenetica sui nostri poteri?

Sebbene la credenza convenzionale sostenga che il nostro destino è geneticamente determinato, in realtà i nostri geni sono controllati dalle nostre percezioni dell’ambiente. Quando cambiamo le nostre percezioni dell’ambiente, diventiamo padroni del nostro destino genetico. Collettivamente queste percezioni rappresentano la programmazione della nostra mente.

Che cosa sappiamo della mente conscia e subconscia, e che effetto ha ciò sul nostro comportamento?

La mente è suddivisa in due parti: la mente conscia, creativa, collegata alla Fonte, e la mente subconscia, che è un apparecchio di registrazione-playback programmato per le esperienze dello sviluppo. Nonostante noi crediamo e percepiamo di dirigere la nostra vita con la mente conscia, le neuroscienze ci rivelano che più del 90% dei nostro comportamento è controllato dalla nostra mente subconscia programmata. La maggior parte dei pensieri e degli atti che diamo per scontato essere “i nostri”,  in realtà sono gli “invisibili” e ampiamente indiscussi pensieri e credenze altrui.

Perché sembra così difficile cambiare i comportamenti abituali?

Finora non abbiamo avuto le idee chiare sulla relazione tra il conscio e il subconscio e su cosa effettivamente inneschi il nostro comportamento. Gran parte della “terapia della parola” si focalizza sulla consapevolezza superficiale della mente conscia, ma non affronta le credenze subconscie. Una nuova consapevolezza e nuove tecniche possono accedere ai programmi soggiacenti e cambiarli.

Voi ponete la domanda: “Il materialismo scientifico è una religione?”. Lo è davvero?

Il materialismo scientifico, considerato separatamente dalla scienza, è diventato una “religione” nel senso che esso si serve addirittura della parola “dogma” (credenza basata sulla fede e non sulle prove) per descrivere le sue dottrine più sacre. Mentre la scienza vera e propria è un rigoroso processo che consiste nell’esaminare le prove e basare le conclusioni su tali prove, il sistema di credenze che chiamiamo “scientismo” rifiuta di accogliere le conclusioni della nuova scienza che contraddicono il suo dogma. Di conseguenza, la scienza come pratica rigorosa e la scienza come sistema di credenze sono in conflitto tra loro.

Come mai la scienza è diventata così focalizzata sulla materia, e perché il materialismo poggia su terreno instabile?

La scienza ha avuto origine per sfidare il dogma della Chiesa basato sulla fede, attraverso la descrizione e la misurazione dei fenomeni del mondo fisico, per poi trarre conclusioni basate su tali osservazioni. In una “distensione” tra i due superpoteri ideologici, alla scienza è stato assegnato il dominio sul mondo fisico e visibile, mentre la religione ha ottenuto la custodia del metafisico e dell’invisibile. Quando Newton è riuscito a prevedere il movimento dell’universo meccanico privo di Dio o spirito, si è dato per scontato che alla fine la scienza sarebbe stata in grado di spiegare la totalità dell’esistenza attraverso la pura e semplice osservazione del mondo fisico in dettagli sempre più minuti. Tuttavia, sul cammino dell’assoluta fede nella materia è accaduta una cosa buffa: la fisica quantistica in ultima analisi ha rivelato che il mondo materiale stesso è una matrice di energia intrecciata e correlata che la scienza chiama “il campo”, stranamente simile all’“invisibile forza di impulso” che le religioni chiamano spirito. Ignorando la realtà non materiale, la scienza ha trascurato perlomeno metà della realtà, e la porzione che Einstein riteneva la più importante.

Se la sopravvivenza del più adatto è stata confutata, che cos’è vero, invece?

La teoria di Darwin è incentrata sull’idoneità dell’individuo. Tuttavia, man mano che la civiltà umana raggiungeva i limiti della sua crescita, è stata chiamata in gioco la nostra idoneità come specie. Stando a quanto si è compreso di recente, l’evoluzione è basata sull’evoluzione della comunità…cooperazione e armonia, non competizione. Sulla base della “percezione-mito” della sopravvivenza del più adatto, abbiamo imparato a spendere le nostre risorse umane e planetarie lottando tra noi. Adesso dobbiamo riconoscere che la cooperazione è di importanza chiave, poiché la crisi che oggi affrontiamo non riguarda la sopravvivenza dell’individuo umano adatto o inadatto, ma dell’intera comunità della vita.

Che cosa ci hanno insegnato i babbuini e gli scimpanzé bonobo sulla natura della natura umana?

Noi siamo stati condotti a credere che la violenza sia una parte consistente della nostra costituzione genetica, come esemplificato nel comportamento aggressivo del maschio dominatore osservato nelle popolazioni di babbuini e scimpanzé. Tuttavia, una società di scimpanzé più avanzata, quella dei bonobo, mantiene una cultura pacifica e armoniosa e fa letteralmente l’amore invece della guerra. La ricerca rivela che anche un primate aggressivo, come nel caso dei babbuini, può spontaneamente diventare pacifico con un cambiamento di ambiente.

Perché la scienza presuppone che l’evoluzione sia un processo casuale, e che cos’è stato a rivelarci che le cose stanno diversamente?

Ai tempi di Darwin, la maggior parte delle persone avevano familiarità con l’allevamento animale, nel quale le caratteristiche dei genitori vengono generalmente riprodotte tranne nel caso di mutazioni occasionali, considerate incidenti della natura. In seguito la scienza genetica ha erroneamente concluso che il codice genetico non poteva essere influenzato dall’ambiente, e pertanto tutti i cambiamenti genetici erano il risultato di incidenti molecolari. Tuttavia, alla fine degli anni ’80, una sorprendente ricerca ha iniziato a rivelare che gli organismi potevano di fatto modificare l’espressione genetica sulla base di stress ambientali. In contrasto con l’ampiamente accettata, seppur errata, assunzione che la vita è casuale, e pertanto priva di significato, stiamo arrivando a riconoscere che ogni forma di vita, umanità inclusa, è parte integrante nel mantenimento dell’equilibrio della biosfera.

Qual è la differenza tra casuale e caotico, e perché è importante?

Casuale significa completamente privo di qualsiasi modello, e perciò imprevedibile. I sistemi caotici sembrano casuali dall’esterno, ma possiedono un ordine e un modello soggiacenti, sebbene noi possiamo non essere in grado di riconoscerlo. La credenza in un mondo casuale significa che siamo soggetti soltanto alla completa accidentalità. Pertanto, ci avviamo alla cieca verso un futuro sconosciuto. La scienza è giunta a riconoscere che le cose che attribuiamo al caso fortuito, come il tempo meteorologico, possono, mediante misurazioni sempre più sofisticate, essere previste. Sebbene abbiamo percepito il mondo come una serie di incidenti casuali, esso si dispiega attraverso modelli soggiacenti che dobbiamo ancora riconoscere. Non soltanto è possibile prevedere gli eventi futuri, ma anche influenzarli e rispondere ad essi prima che accadano! Questo ci offre maggiori possibilità di sopravvivenza e padronanza sulla vita.

Una sezione del vostro libro è intitolata Armi di Distrazione di Massa…da che cos’è, esattamente, che veniamo distratti?

Innanzitutto, veniamo distratti dal nostro stesso potere, individualmente e collettivamente. Veniamo distratti dalle due componenti di ogni evoluzione: la consapevolezza e la comunità. Di fronte alla loro imminente scomparsa, gli interessi in gioco nella società forniscono le distrazioni che ci mantengono separati  e ci impediscono di scoprire il nostro potere.

Voi parlate di rinsavire. Come si fa a rinsavire?

Per prima cosa bisogna riconoscere che sanità mentale non è semplicemente un termine soggettivo basato su ciò che è considerato “normale” da una società. La radice della parola “sanità” è “sano”, che è anche la radice di “sanitario”, e significa “in salute”. Se vogliamo dirigerci verso la sanità mentale, dobbiamo trasformare i nostri comportamenti in comportamenti che favoriscono la salute. Successivamente dobbiamo riconoscere che una definizione di insania  è “continuare a ripetere sempre le stesse cose, aspettandosi risultati diversi”. Parte del rinsavire consiste nel dominare l’insania che è il continuare a fare quello che non funziona. Rinsavire significa riconoscere quanto la scienza ci dice sull’essere co-creatori e non vittime passive. Invece di rimanere passivi “figli bambini di Dio” che si limitano a venerare gli insegnamenti, la sanità mentale comporta il divenire “figli adulti di Dio” che li vivono nei fatti.

Che cos’è la matematica frattale, e perché è importante per prevedere il nostro futuro evolutivo?

La geometria è la scienza dell’inserire strutture nello spazio. La geometria euclidea che conosciamo funziona per costruire strutture create dall’uomo, ma non può essere usata per replicare la natura. La natura progetta sé stessa servendosi dei principi di una matematica appena scoperta, chiamata geometria frattale. Innato nella matematica frattale è il principio scientifico popolarmente descritto come “così sopra, così sotto”. In altre parole, la struttura della natura è basata su modelli ripetitivi e autosimilari, e riconoscendo questi modelli possiamo prevedere i futuri stadi di sviluppo.

Che cosa ci dicono i precedenti stadi evolutivi dei vertebrati sulla prossima fase della nostra evoluzione umana?

Proprio come i vertebrati si sono evoluti dai pesci agli anfibi, poi ai rettili, e quindi ai mammiferi, anche la società umana ha esibito un modello analogo. La cultura umana è evidentemente in una fase simile al tempo in cui dinosauri, uccelli e mammiferi coesistevano. Come i mammiferi sono divenuti la specie dominante sulla Terra, attualmente stiamo evolvendo da una cultura reattiva, rettile nella sua natura, a una cultura proattiva e capace di dimostrare cura amorevole, di natura mammifera. Questo modello indica che la prossima fase dell’evoluzione umana implicherà il riconoscimento del fatto che siamo cellule in un organismo più ampio chiamato umanità.

Einstein ha detto che il campo è l’unica realtà. Che cosa intendeva con questo, e perché è importante?

Gli esseri umani hanno convenzionalmente diviso l’universo in materia fisica tangibile da una parte, ed energia invisibile non materiale dall’altra, come due componenti separati dell’esistenza. Quando la fisica quantistica è riuscita a guardare dentro al visibile atomo, ha scoperto che ciò che chiamiamo materia in realtà sono punti di energia focalizzata. Di conseguenza, l’energia che costituisce la materia e l’energia che riempie lo spazio interno alla materia sono un’unica cosa chiamata il campo. E così…la sola realtà è il campo, e la materia è un’illusione.

Voi suggerite che ciò che è intangibile come l’amore, l’armonia e la coerenza non solo sarebbe misurabile ma rivelerebbe anche benefici misurabili. In quali modi?

Grazie a strumenti più sofisticati capaci di misurare le “energie” (dopo tutto, la risonanza magnetica non è altro che questo…quello che vediamo non è l’organo stesso, ma il campo energetico che lo circonda), possiamo vedere l’impatto dei pensieri e delle emozioni sulla nostra fisiologia. Gli esperimenti hanno dimostrato che la preghiera, la meditazione ed il rilassamento provocano cambiamenti misurabili nella fisiologia individuale e nel comportamento collettivo, anche a distanza! Anche una cosa così intangibile come l’“amore” ha dimostrato possedere capacità di guarigione misurabili.

Dal punto di vista della natura, che cos’è la ricchezza? Quali sono le implicazioni utili a una nuova e sana economia?

La parola “ricchezza” (wealth) ha la stessa radice di “benessere” (well-being). Pertanto, lo scopo della ricchezza è di creare e preservare la salute. La ricchezza rappresenta la capacità di compiere un lavoro (ovvero l’energia necessaria a compierlo). Nel mondo odierno, la ricchezza è stata erroneamente interpretata come denaro. Di conseguenza è sorto l’assurdo dibattito riguardante la possibilità o meno di “permetterci” un sistema sanitario universale. Il corpo comprende che un sistema in cui a tutte le cellule è dato ciò di cui hanno bisogno per rimanere in salute è ben più efficiente e in ultima analisi impiega meno energia. Concentrarsi sulla sola ricchezza non procura la salute. Perciò noi dobbiamo decidere individualmente e collettivamente che cosa sia davvero prezioso.

Che cos’è la politica newtoniana-darwiniana, e perché dovrebbe essere soggetta a revisione?

Per millenni, la maggior parte della nostra attività collettiva, che noi chiamiamo “politica”, si è basata sul concetto che “la ragione è del più forte”. Questo comportamento è rafforzato dalla nozione darwiniana della sopravvivenza del più forte, e dall’idea newtoniana di reazioni uguali ed opposte. Tuttavia, l’impatto della civiltà umana (e in particolare la distruttività della guerra), in grado di cambiare il pianeta, necessita di un cambiamento concettuale dalla sopravvivenza del più adatto alla “prosperanza del più adattabile”. La natura ci mostra che la sopravvivenza è basata sulla cooperazione, e che lo stesso vale per la sopravvivenza umana. Mentre iniziamo a riconoscere che la nostra vera natura è comunità, armonia e integrità, vediamo anche che il nostro sistema politico deve riflettere questa concezione evoluta: la protezione dev’essere data a tutti i cittadini cellulari, e non soltanto ai “ricchi”; l’informazione dev’essere la più chiara ed accurata possibile, e non utilizzata per beneficiare alcuni a scapito di altri; il processo decisionale deve attivare la saggezza di tutti cittadini; ciò che è invisibile e intangibile, come l’amore e la cura amorevole, deve essere riconosciuto come una parte importante di un “campo” politico sano e coerente.

Che cosa significano queste nuove scoperte per la politica?

Come stiamo iniziando a capire, la “sopravvivenza” su questo livello non è la sopravvivenza dell’individuo più adatto. È l’adattabilità della nostra intera specie che viene messa alla prova. Di conseguenza, è ora di focalizzarsi su ciò che va a beneficio della ricchezza comune, e non soltanto della ricchezza personale. Mai come ora il motto e pluribus unum è stato così importante per la nostra sopravvivenza. Lo scopo di un sistema politico adesso è paradossalmente quello di espandere tanto la libertà che la comunità allo stesso tempo. Le nuove comprensioni ci faranno spostare dal conflittuale al cooperativo, sulla base dell’“Unico Suggerimento” che ci ricorda che siamo tutti sulla stessa barca. La necessità ora richiede che ci focalizziamo su soluzioni piuttosto che su posizioni, e che ci applichiamo all’integrazione delle polarità opposte quali sinistra e destra, progressivo e conservativo, maschile e femminile.

Voi affermate anche che la vita è progressista e conservatrice. In che modo lo è?

Basandosi sulla natura, la vita progredisce naturalmente con la nuova crescita…tuttavia, ai fini della sopravvivenza dev’esserci comunque un meccanismo di protezione. Possiamo rappresentare la crescita come “progressista”, e la protezione come “conservatrice”. Entrambe hanno la stessa importanza, e ciascuna delle due è necessaria sia per la sopravvivenza che per la “prosperanza”. Da questo punto di vista, “progressivo” e “conservatore” smetteranno di essere due polarità opposte in cerca della supremazia, per divenire partner di una danza dotati di pieni poteri e operanti di concerto. Immaginatevi cosa succederebbe se collettivamente ponessimo e rispondessimo alle domande: “In che modo vogliamo progredire?” e “Che cosa scegliamo di conservare?”.

Adesso sappiamo che così è… e così? Come possiamo cambiare la vecchia storia e scriverne una nuova?

Il primo passo sta nel divenire consapevoli della storia e allo stesso tempo riconoscere che la storia con cui siamo cresciuti è stata programmata nei comportamenti della mente subconscia. Il 95% di ciò che facciamo e diciamo è fatto e detto senza che ne siamo consapevoli! Le credenze che determinano la nostra realtà ci sono virtualmente invisibili, come l’acqua per i pesci e l’aria per gli uccelli. Rendere visibili queste credenze invisibili è il prossimo passo importante. Adesso che iniziamo a capire che la vecchia storia è difettosa, possiamo compiere un “salto di consapevolezza” (all’opposto di un “salto di fede”) nella nuova storia. Via via che un numero crescente di individui e comunità si libereranno della vecchia storia, quella vecchia storia avrà un’influenza sempre minore sulla realtà. Nel frattempo, imparando, vivendo, e rafforzando la nuova storia dell’umanità come organismo prospero, ci procureremo una quantità sempre maggiore di prove del fatto che in realtà siamo su questo pianeta per “far ricrescere il Giardino”.

 

Un piccolo estratto dal capitolo 2 del libro Evoluzione Spontanea

La promessa di una evoluzione spontanea significa nientedimeno che una trasformazione globale. Ma prima di poter riplasmare il nostro ambiente esterno, dobbiamo essere pienamente consapevoli del mondo interiore.
Al di sotto della nostra pelle c’è una brulicante metropoli di cin­quanta trilioni di cellule, ciascuna delle quali è biologicamente e fun­zionalmente equivalente a un essere umano in miniatura. Questa non è soltanto una dichiarazione iperbolica a effetto. Non lo è affatto, per­ché quando vedremo la considerevole somiglianza tra le nostre cellule e noi stessi, inizieremo a imparare alcuni dei processi e delle pratiche che le cellule hanno perfezionato nel corso di miliardi di anni, nonché a intuire come le nostre cellule abbiano creato la coscienza. Diventando più consapevoli sul modo in cui tale coscienza opera all’interno delle cellule, inoltre, possiamo imparare a scrivere le nostre limitate credenze in questo momento cruciale dell’evoluzione umana.
Il sapere convenzionale afferma che il destino e il comportamento dei cittadini cellulari che abitano dentro di noi sono preprogrammati nei loro geni. Da quando i biologi molecolari James Watson e Francis Crick hanno scoperto il codice genetico nel 1953, alla gente è stata inculcata la percezione che l’acido deossiribonucleico, o DNA, acquisito dai nostri genitori al momento del concepimento determina i nostri tratti e caratteristiche specifici. La visione convenzionale della genetica ci ha inoltre fatto credere che i nostri programmi genetici ereditati siano fissi e immutabili come un programma di computer di sola lettura.
L’idea che il nostro destino sia indelebilmente inciso nei nostri geni è derivata dall’ormai obsoleto concetto scientifico noto come determi­nismo genetico, che vorrebbe farci credere che siamo vittime di forze genetiche fuori dal nostro controllo. Sfortunatamente, presupporre la propria impotenza è una strada a senso unico verso l’irresponsabilità personale. Troppi di noi hanno detto: «Be’, in ogni caso non ci posso far niente, quindi perché dovrei preoccuparmene? Sovrappeso? È di famiglia. Passami le caramelle».

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