Home: ci stiamo svegliando.

Fonte: umaniindivenire

Film documentario HOME ita from crysaetos11 on Vimeo.

Una rivoluzione coscienziale è già in atto in tutto il mondo, il processo è ormai irreversibile. È come un immenso tzunami che sta rompendo gli argini delle prigioni di massa in cui abbiamo vissuto. Questo risveglio delle coscienze ci sta portando ad assumerci quella responsabilità che pesa già sulle nostre spalle. Non si può più assistere inermi ed impassibili nella speranza che qualcuno faccia qualcosa al posto nostro. Ciascuno di noi ha in sé un potenziale inimmaginabile bloccato solo dalla proprie paure. È tempo di frantumare le maschere che per prevaricare o per sopravvivere ci siamo costruiti e che l’ego ha calcificato con false identità continuando a dividerci da noi stessi e dagli altri. L’inizio della fine della schiavitù e del controllo a cui siamo stati sottoposti comincia nell’istante stesso in cui ciascuno afferma di Essere Libero cominciando fin da Ora a Vivere da Uomo Libero. Questa verità è parte integrante di quelle Leggi Universali che insieme a molto altro ci sono state nascoste. Questa verità è spaventosamente concreta e straordinariamente rivoluzionaria più di qualunque scoperta che l’umanità abbia mai conosciuto.

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Attaccamento o perdita?

LA FINALITA’ DEL CAMBIAMENTO ATTRAVERSO LA COMPRENSIONE DEI KLESA

Il dolore nella vita è inevitabile ma la sofferenza è facoltativa

P. Yogananda

La terapia regressiva si fonda sul rintracciamento dei nuclei di tensione karmica che come scrive Angelo Bona costituiscono “le cattive emozioni e i tormentosi affetti che devono fluire dal cuore, racchiuse in allegoriche bolle che manifestano una dolorosa tensione superficiale” (Bona, 2006).
Tali nuclei permettono lo svelamento dei nessi karmici, ovvero l’esplicazione delle radici nelle precedenti vite del conflitto della vita attuale. Ma di cosa sono piene queste bolle? Cosa intendiamo per cattive emozioni e tormentosi affetti?
Ancora una volta la filosofia yoga ci fa da Maestra illuminandoci il cammino verso la comprensione. Il termine sanscrito klesa significa afflizione, sofferenza di carattere esistenziale dovuta all’ignoranza della propria natura di Essere-Coscienza-Beatitudine assoluti, che determina una identificazione del soggetto con gli accadimenti della propria vita. Non conoscendo la propria vera natura, che è sempre divina e completa, l’uomo è abituato a definirsi in base ai ruoli assunti nella vita ed in base agli accadimenti che ne costellano il suo dipanarsi. Esiste, altresì, un altro tipo d’identificazione, ovvero quella col proprio corpo. Al lettore sembrerà difficile comprendere come non ci si possa identificare con le proprie afflizioni o col proprio corpo, ma in realtà ciò che con tali aspetti s’identifica, non è il Sè supremo, la più profonda natura dell’Essere – completa e trascendente – bensì l’Io. L’Io, seguendo il linguaggio psicoanalitico della classica tripartizione psichica freudiana - peraltro condivisa da tutte le scuole di pensiero psicologico – si costituisce come il mediatore tra gli impulsi dell’Es (inconscio) – che sono sempre primitivi ed immediati – e la coscienza (determinata anche dalle proibizioni del Super-Io), che al contrario dell’Es opera un principio di realtà sulle cose e, quindi, di discernimento.

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Non siamo diversi…siamo una cosa sola

L’amore è un nutrimento per l’anima. Quello che il cibo è per il corpo, l’amore è per l’anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l’anima diventa debole.

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Se io morissi…

LA “TEORIA DEI MOLTI MONDI” DELLA MECCANICA QUANTISTICA IMPLICA L’IMMORTALITA’?

di James Higgo
tratto da http://www.higgo.com/qti/

Traduzione di Gianluca Freda

La “Teoria dei Molti Mondi” della fisica quantistica

Prima di tutto, un’avvertenza per i neofiti dell’argomento: Niels Bohr, il fondatore della moderna teoria quantica, disse una volta: “Chiunque non rimanga sconvolto dalla teoria quantica, non l’ha capita”. E non conosceva ancora la Teoria dei Molti Mondi (TMM). Gli elementi di Meccanica Quantistica (MQ) presentati qui sono piuttosto noti, benché appaiano ancora folli agli studiosi, i quali non possono far altro che accettarli. La scelta che ho compiuto è stata quella di adottare la TMM di Everett (1957) che è solo una di una mezza dozzina di interpretazioni concorrenti della MQ. Secondo diversi sondaggi, la TMM e l’originale “Interpretazione di Copenaghen” del 1927 godono di quasi identica popolarità tra gli studiosi, ma si dice che molti “grandi nomi” (Hawking, Feynman, Deutsch, Weinberg) abbiano ormai optato per la TMM (Price, 1995).

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Il passato é passato. Fanne tesoro e lascialo andare.

Voglio riportare di seguito un estratto dal libro che sto leggendo in questi giorni.  C’é qualcosa nel suo contenuto che va a toccare delle corde vibrazionali a me ancora inesplorate.
Eppure sento che sono elementi che già conosco, o per meglio dire, che già ho conosciuto, probabilmente in una passato lontano che non ricordo. Sono concetti che mi entrano dentro come pura energia positiva e che guariscono le mie emozioni, contaminate da paure, sensi di colpa e ansie che si accumulano giorno per giorno nella mia anima.

Lore

Estratto dal libro di Brian Weiss MOLTE VITE, UN SOLO AMORE

Thich Nhat Hanh, monaco e filosofo buddista del Vietnam, ha spiegato in che modo gustare una buona tazza di tè. Per godersi pienamente il tè occorre essere completamente calati nel momento presente. Solo nella consapevolezza del presente le tue mani possono sentire il piacevole calore della tazza. Solo nel presente puoi assaporarne l’aroma, sentire la dolcezza, apprezzare la delicatezza.

Se stai rimuginando cose passate o preoccupandoti del futuro, perderai completamente l’esperienza di goderti la tazza di tè.
Anzi, guarderai nella tazza, e il tè non ci sarà neppure più.
Con la vita é la stessa cosa. Se non sarai calato pienamente nel presente, ti guarderai attorno smarrito, e lei se ne sarà già andata. Perderai così il sentimento, l’aroma, la delicatezza e la bellezza della vita. Sarà come se la vita ti passasse veloce davanti.

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…vera amicizia…

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Un ritorno all’innocenza

Fonte: http://www.osho.com/

La vera celebrazione deve sorgere dalla tua vita. Non può essere regolata in base a un calendario.

Senti lo scoppio di questi fuochi d’artificio? Non ti sei mai chiesto come mai, in tutto il mondo, in tutte le culture, in ogni società, ogni anno ci sono giorni di festa? Quei giorni di celebrazione sono una forma di compensazione: queste società hanno sottratto completamente la celebrazione alla tua vita, e se non ti dessero nulla in cambio, come compensazione, la tua vita potrebbe diventare un pericolo per la cultura.
Ogni cultura deve darti qualcosa per compensare, per non farti sentire completamente perso nell’infelicità, nella tristezza. Ma si tratta di false compensazioni: questi fuochi artificiali che senti, per me sono solo un rumore fastidioso, non ti possono rendere felice. Sono adatti solo ai bambini… viceversa, nel tuo mondo interiore, può esistere una festa continua di luci, di musica e di felicità.
Ricordati sempre che una società offre sempre delle compensazioni, allorché avverte la possibilità che le parti represse possano esplodere e diventare pericolose. Essa trova sempre un modo per permetterti di liberare la parte repressa, ma questa non è vera celebrazione, non potrà mai essere vera.

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L’opera dell’Uomo contro la Vita

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La verità

“Non credere a niente solo perché l’ha detto una cosiddetta persona assennata. Non credere a niente solo perché una credenza va generalmente conservata. Non credere a niente solo perché così è scritto nei libri antichi. Non credere a niente solo perché qualcun altro ci crede. Credi solo a quel che hai sperimentato di persona e hai ritenuto vero”.

[parafrasi di un detto buddista]

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La “causalità formativa” – Sheldrake

Foto by Majchy - http://majchy.deviantart.com/

Secondo la teoria di Sheldrake se un certo numero di persone sviluppa alcune proprietà comportamentali o psicologiche od organiche, queste vengono automaticamente acquisite da altri membri della stessa specie.
Così se una buona parte dell’umanità raggiunge un certo livello di consapevolezza spirituale, questa stessa consapevolezza si estenderebbe per risonanza morfica ad altri gruppi coinvolgendo quindi l’intero sistema (questo numero di persone o comunque di individui appartenenti ad ogni altra specie in cui si verificherebbe un analogo fenomeno é chiamato massa critica). Ogni trasformazione individuale comporta una modificazione del sistema e chi si trova all’interno di questo sistema viene inevitabilmente coinvolto. Cominciamo quindi a trasformare noi stessi. Questo è il massimo che possiamo fare. La trasformazione personale è l’arma più potente che si possa usare per modificare l’umanità e l’intero pianeta.
Questa esemplificazione discende dalla controversa teoria della ‘causalità formativa’ di Sheldrake che ovviamente implica un universo non meccanicistico, e governato da leggi che sono esse stesse soggette a cambiamenti. Sheldrake dopo avere studiato scienze naturali a Cambridge e filosofia ad Harvard conseguì il dottorato di ricerca in biochimica a Cambridge nel 1967 diventando poi direttore del dipartimento di biochimica e biologia cellulare della stessa Università, e passando ad altri incarichi presso altri centri di ricerca. Tra le opere di riferimento di S. vi sono A New Science of Life e The Presence of the Past, nei quali espone la sua teoria della morfogenesi. Altre opere significative di S. sono The Rebirth of Nature in cui esamina le implicazioni filosofiche della morfogenesi, e i Trialogues at the Edge of the West che ha scritto con Terence McKenna e Ralph Abraham, in cui analizza e dibatte molte idee sulla natura della realtà.

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